lunedì 22 marzo 2010

17.37

faccio dell'altro.

penso. leggo. scrivo.

penso ai surgelati, alle canottiere bianche di mio padre, al colore dei mobili in ospedale che dovrebbe rallegrarti e invece ti deprime, e ti resta in testa e non ti comprerai mai una maglia di quell'arancione-sedia di corsia su cui hai aspettato che qualcuno morisse. soprattutto se quel qualcuno non è un qualcuno qualsiasi.

leggo poesie e mi costringo a non tradurle in italiano. leggo borges e laforgue e leggo hikmet e alda merini e montale e libri che parlano di me perchè le storie degli altri irrimediabilmente mi annoiano.

scrivo ma scrivo su splinder perchè posso scrivere piccolo e grigio ed è una cosa adorabile.

ah, disegno capezzoli e bevo camomilla.


per il resto pànta rèi òs potamòs, come al solito.

lunedì 1 marzo 2010

Moka.

sporcava di caffè le lettere d'amore di quello sconosciuto che l'adorava di biro blu. le parole le svegliava ed erano ti amo ed erano i tuoi occhi ed erano quanto sei bella e insieme con loro ballava ed era una musa e c'era chi si sarebbe ucciso per lei. leccava caffeina e un pittore l'avrebbe certo dipinta euforica e gocciolava dalle palpebre sbarrate come le sue gambe.