martedì 9 febbraio 2010
Sunday morning.
i vetri appannati le concedevano quei due, diciamo cinque, ecco quei cinque secondi per sperare che fuori non fosse di nuovo arrivato il giorno, col primo treno del mattino puntale con le sue nuvole e i suoi semafori. ma che magari il mondo fosse bruciato durante la notte e lei potesse godersi il buio e spogliarsi per lui con beethoven intorno e l'inseparabile sua medusa nel caffè, senza zucchero. si sarebbe messa calzini bucati dimenticati tra le lenzuola da un amore o da suo padre, un amore comunque. calzini molto più grandi dei suoi piedi di tre numeri almeno, e avrebbe giocato a moscacieca con i mostri sotto il letto e preso il tè con gli scheletri che vivevano nell'armadio e avevano storie da raccontare. fingere di non avere che ossa l'avrebbe divertita oltremodo.
martedì 2 febbraio 2010
le persone.
le persone che ti conosco meglio sono quelle che sanno come farti sentire davvero uno schifo.
direi che mi conosci perfettamente,adesso.
chepoilosochenonèverouncazzo
domenica 24 gennaio 2010
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ti amo.
chiunque tu sia, che hai spento qui la tua marlboro.
amo la cenere che ti è caduta dalle labbra.
amo anche le tue labbra, le amo.
non ti conosco, ma so della tua cenere.
ora spengo qui una chesterfield
cosi forse qualcuno ci amerà entrambi stasera.
domenica 17 gennaio 2010
bimbi sperduti.
c'era una,due e mille volte un bambino che prendeva una coperta e i gioielli di sua nonna e camminava fino alla spiaggia, una mattina che era inverno e che era freddo da gelarti gli occhi, e quel bambino non lo vedeva nessuno dal freddo che c'era quella mattina d' inverno che a tutti aveva gelato gli occhi.si sedeva dove le onde potevano entrargli nelle scarpe così avrebbe potuto portarsele a casa poi. la collana di perle della nonna era più vecchia del mare e lui con la coperta sulle spalle e la collana sui capelli giocava a fare il re del mare. puniva la sabbia perchè era troppa il cielo perchè era lontano dava un bacio a un pescatore e teneva in bocca vetri levigati blu come amuleti. poi le perle le nascondeva nell'oceano e fuggiva e perdeva onde dalle scarpe e dal cuore. ma nessuno lo vedeva. aveva a tutti gelato gli occhi, quell'inverno.
giovedì 14 gennaio 2010
nuvole.
Qualcosa di terribilmente dolce come starsene nudi coi calzini addosso.
piangere per il cielo e i suoi lividi.
niente di più.
forse un giradischi.
forse l'estate.
forse il mondo fuori.
lunedì 11 gennaio 2010
when I grow up I will come and see you in the City
quando me ne andrò da qui sentirò la mancanza del mio dentrifricio,
dubito lo venderanno nel supermercato di dove sarò andata a finire.
dovrò ricordarmi di non imparare la lingua questa volta
Ehi splendore ti amo ti odio un etto di burro
ti scopo che fai stasera si potrebbe surgelati
quelle mani non toccarmi sempre dritto mi ucciderai grazie
arrivederci
saranno solo blablablablabla
finalmente il resto di voialtri una vasca di pesci rossi.
domenica 10 gennaio 2010
intestini marini
ho spesso ottenuto quello che volevo
alle elementari avevamo sezionato un tonno
io sono stata molto fortunata
mi sono portata a casa le branchie.
alcuni hanno avuto solo le squame.
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