giovedì 20 gennaio 2011

In quel preciso momento l'uomo disse:
che cosa non darei per la gioia
di stare al tuo fianco in Islanda
sotto il gran giorno immobile
e condividerlo adesso
come si condivide la musica
o il sapore di un frutto.
In quel preciso momento
l'uomo le stava accanto in Islanda.
ciao questi nove versi sono io.

venerdì 10 dicembre 2010

T o u r n i q ue t.

corri finchè non devi fermarti ad annodare i lacci
emostatici. che altrimenti inciampi.





domenica 21 novembre 2010

:

di rado mi paragoni ad un fiore.
più spesso ad un guscio di noce
più spesso a un'impronta nel fango
più spesso al tuo naso d'inverno.

sabato 13 novembre 2010

;

mi piaceva delle tue mani che mi stessero così bene indosso. tra le curve della mia gabbia a riposare negli spazi delle costole come su una vecchia sedia sdraio colorata " bagni lido di Cervia". Gli spigoli delle anche come mobili nei corridoi di una casa borghese. tu vivi in un appartamento al piano terra ma immagini quei corridoi e correrci attraverso e di sbattere contro le credenze degli argenti buoni, come palazzi. i nostri corpi seriali produzioni architettoniche a riscaldamento centralizzato.le lacrime giù per le grondaie, scendevi la mia schiena due gradini alla volta ed era spesso un frenetico inciamparmi attorno. i letti disfatti che sono i riccioli di pelo del tuo sesso. i denti come le ceramiche decò del bagno con le tue crepe perfette. chiama l'idraulico ad aggiustarci il sorriso. lo stipite della porta è quasi i tuoi polsi, i fili elettrici le nostre sinapsi annoiate pendolari impermeabili.

mercoledì 27 ottobre 2010

Vorrei essere felice. Oppure una scrittrice.

Ho queste piccole epifanie personali. Niente stella cometa e nemmeno le tasche piene di mirra. Oggi ho pensato a Baudelaire e la sua poesia ecco credo sia decisamente lo sporco il rifiuto umido e verdastro tra le mattonelle. Precisiamo. non è ancora poesia, ma lo diventa quando l'unghia con distratta ostinazione ne gratta via un pezzetto. quel che resta incastrato tra la pelle e l'unghia, direi che quella è la poesia di Baudelaire.




Polaroid.

E abitavo la Berlino est del tuo cuore di tenebra. in un bilocale con le tubature a vista. la moquette era piena di topi. lo diceva de gregori.nella vasca da bagno facevamo il morto e facevamo l'amore.solo due pollici e un televisore. di televisore. stava nell'armadio con le cose che non volevi ricordare. giocavamo a non guarire.vincevi. spesso ma non sempre.guardavamo minestrone congelato sciogliersi.al sole.vestire il lutto per le falene andate a morire. vicino ai neon.dell'ascensore.

mercoledì 29 settembre 2010

Edmund Rostand

Un apostrofo rosa.
in pezzi ai tuoi piedi.
migliaia.
coi cocci di quell'amore di vetro
mi cucivi un segreto sulla bocca