domenica 11 marzo 2012

speravo di incontrarti per strada e che ti stupissi dei miei vestiti eleganti e che non avessi più i capelli blu. speravo di portarti a fare un giro in macchina e guidare io. speravo che scegliessi un vecchio cd dei nostri e cantassimo insieme disperato erotico stomp. che ora ho capito perchè ti faceva ridere quando dicevo che nero. che nero.

martedì 21 febbraio 2012

volutamente
avevamo lasciato aperta
la finestra dello studio il giorno
che venne il temporale
le foto di noi due bambini e gli scontrini
fiscali sono annegati.

giovedì 16 febbraio 2012

oggi sono andata al vecchio manicomio con le imposte rosse che sta vicino al nuovo manicomio con le imposte verdi che si chiama istituto psichiatrico per il controllo dei disturbi alimentari, dipendenze, psicosi e terapie psichiatriche e altre sigle ma che è uguale al manicomio, tranne per le imposte. ho sbagliato corridoio, era destra-destra-sinistra io mi sono confusa e sono finita in un posto pieno di matti, uno aveva il sacchetto del catetere in mano e minacciava una donna in tuta di tagliarle la gola. poi sono riuscita a trovare il reparto che cercavo c'erano farfalle dipinte a stencil sui muri e sedie arancioni e fiori finti. preferivo la puzza di piscio

lunedì 23 gennaio 2012

facevamo i cruciermetici in corridoio. nella stanza che erano riusciti a trovare per te faceva davvero troppo caldo per riflettere. prendevo la cosa sul serio. Il mare di rodi. Il nome di Polanski. il tuo elettrocardiogramma una cartolina dalle Alpi svizzere. erano le cinque battito più.battito meno.

domenica 8 gennaio 2012

hai lasciato qui
un calzino bucato.
ora sta sul mio comodino
buttalo che poi mi vengono gli incubi.
al mondo ci sono tre cose che non dovrebbero esistere sono le aspirine effervescenti i capperi e i conigli senza pelle
pensavo di poter limare ogni spigolo come faccio con le unghie soffiarci sopra e vedere un sacco di minuscole parti di me disperdersi per la stanza. sul pavimento del bagno tra le mattonelle blu stanno sepolte le mie ossa quasi come se avessi in anticipo sparso le mie ceneri nell'oceano. volevo essere un vetro levigato volevo essere quel vetro che mi sono portata a casa e ho nascosto sotto una rivista che conservo perché l'oroscopo diceva panta rei, capricorni, panta rei. inizio a scrivere parecchi romanzi come adesso ne sto scrivendo uno su un motel in arizona con un nativo alla reception e un fucile e delle monoporzioni di marmellata di more sotto il bancone. aleph. a..leph. mi ossessiona questa cosa questo al,eph questo silenzioso tutto. potrebbe essere il punto che ho appena digitato quello che non digiterò mai oppure ovunque nel mondo e sono agitata al pensiero